14/11/2009
Dove va il vento?
Non importa dove va il vento,
il soffio ti porta dove vuole.
Ti fa volare
Ti rende invisibile
Ti trasporta in mille mondi
Ti gira e ti rigira
Ti fa vivere mille luci
Non importa dove vai
Ma non smettere di volare
Perché appena ti metti a pensare
Dall’alto cadi giù
Ti ritrovi sul suolo
Non più in grado di volare
Legato alla dura terra
Calpestato dall’intero mondo
Soffocato da mille pensieri
Non smettere di volare,và dove ti porta il vento
Libera la tua fantasia diventa leggero come una piuma
Librati nel vento, fatti cullare dalla brezza
Ma, ricorda che il terreno ti aspetta
Prima o poi cadi giù
Impara allora a guidare il vento, dirigilo dove vuoi tu
Guardati intorno
Cerca uno spiazzo dove atterrare
Un terreno dove poter riposare
Cerca la luce che ti faccia vedere
Cerca un porto sicuro dove attraccare
Perché dopo tanto volare, è giusto anche poter riposare
Ma non temere, in terra c’è duro, è vero
Ma libera la mente per un momento
Vieni qui a giocare, non sei solo, siamo in tanti
Devi solo imparare che non si può sempre volare
Bisogna anche saper navigare ed affrontare le tempeste
Certi che la nave non affonderà, se noi saremo dei bravi capitani.
19:57
Scritto da: vialibera@v
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Vite
Non mie, non tue, di tutti noi.
Quante vite ti puoi immaginare?
Infinite sono le varianti, molteplici le sfaccettature.
Ogni vita è un universo a se stante.
Ma perché non vaghi da sola nel buio
Ha bisogno di collegarsi ed interagire con gli altri universi, con le altre vite.
Prima o poi il confronto dovrà avvenire.
Dovrai aprirti, abbassare le difese, lasciarti penetrare e coinvolgere dalle altre vite
Per rendere più valida e più completa la tua esperienza.
Alla fine non ci sarà bisogno di vagare nel buio per arrivare alla metà,
potremo accendere le luci delle altre vite che ci aiuteranno a vedere la strada giusta per arrivare insieme al traguardo.
19:55
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Perchè
La vita è fatta di perché.
Molte volte non sappiamo rispondere,
altre volte non abbiamo le risposte giuste.
I perchè non finiscono mai
e sempre di più non abbiamo le risposte.
La cosa veramente importante
non è l’avere od il dare delle risposte.
L’essenziale è il perché, il dubbio, la domanda,
la scelta che dobbiamo fare.
Finché avremo dei perché nella nostra vita,
sapremo di essere vivi, di pensare, di contare qualcosa.
I perché sono la spinta, la molla della vita.
Non facciamo finire i perché,
chiediamo e chiediamoci sempre più spesso
le motivazioni e le conseguenze di ciò che facciamo.
Siamo consapevoli delle nostre scelte,
della nostra vita, non viviamo passivamente.
Diamoci tanti perché a cui rispondere,
altrimenti, quando avremo finito le domande
e niente ci sorprenderà o ci interesserà,
allora sapremo di non avere più nulla da fare in questo mondo
e resteremo in attesa della fine, senza neanche chiederci il perché.
19:54
Scritto da: vialibera@v
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Mare mosso
Le onde erano altissime, molto più alte della mia testa, era buio e l’acqua freddissima, ne avevo bevuta così tanta che ero congelata anche io.
Avevo una paura tremenda, anche se non era stata la prima volta che mi trovavo in un frangente simile, ma l’altra volta andò bene, riuscii a scamparla, ora non vedevo vie di fuga e menomale che avevo trovato quel relitto galleggiante, mi accorsi dopo che era il mio carico, le provviste tanto agognate, mi erano comunque utili, mi permettevano di riposare un po’ e di pensare al daffarsi.
C’era poco da pensare, finché non fosse finita quella tempesta, potevo scordarmi di tornare a casa dai miei bambini. Era stata tutta colpa mia , avevo voluto strafare camminando sullo strapiombo con tutto quel peso sulle spalle, eppure avevo dovuto farlo, l’inverno stava arrivando e la mia famiglia aveva bisogno di quelle provviste.
D’improvviso dal buio siamo passati alla luce accecante, le onde sono aumentate e l’acqua si stava scaldando, anche troppo per i miei gusti, dopo un po’ non la smetteva di diventare più calda, cominciavo seriamente a preoccuparmi di finire lessa, quando improvvisamente mi cade addosso un qualcosa di enorme, quasi affogo, l’acqua intorno a me sempre più calda, si tinge di marrone poi qualcosa di acido mi cade in faccia e non ci vedo quasi più, l’acqua schiarisce rimanendo giallastra. Alla fine riesco ad aggrapparmi ad una specie di corda, qualcuno è venuto a salvarmi, tutto d’un fiato mi arrampico in su, sempre più su, verso il bordo del dirupo, da dove sono caduta. Ce l’ho fatta, anche stavolta è andata bene, mi incammino verso casa mia quando improvvisamente sento una voce possente scendere dal cielo: “ Allora…….questo the quando arriva? “.
Non mi giro neanche, non mi importa, sono arrivata a casa mia, al formicaio, che giornata da dimenticare!!!!!
Tratto dal diario della formica operaia Zelda
19:52
Scritto da: vialibera@v
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Uno su tanti
Siamo in tanti……. è vero, anzi siamo infiniti.
Ed io son piccolino, tutti si fanno gioco di me che sono l’uno.
Chi è più grande, chi si mette insieme e diventa ancora più grande, chi si moltiplica, chi si divide.
Me ne fanno di tutti i colori i miei fratelli numeri.
Ma non importa, io vado avanti, non ci bado, anzi sono contento di essere l’uno.
E’ vero sono piccolino ma sono anche il solo ad essere unico.
Con gli altri numeri si fa di tutto.
Ma per farlo si debbono mescolare, addizionare, sottrarre, moltiplicare, dividere,combinare, rimescolare, alzare ed abbassare, girare, visionare, trasformare…………uffff……una faticaccia.
Invece l’uno è uno e non ci si sposta.
Adesso basta io son l’uno e sono il solo, non ho tempo per far di conti.
Tanto se è vero che il mondo gira, all’unità tutto ritorna ed il conto, prima di arrivar allo zero dove non c’è ritorno, dall’uno deve passare.
Sapete che vi dico? Arrivederci e grazie del bel numero ma il meglio sono io e non il dintorno.
19:51
Scritto da: vialibera@v
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Luna piena
Una finestra aperta sull’oscurità
Lo stupore di un bambino
Una luce bianca, surreale
I campi bianchi di brina
La luna piena nel cielo nero
Un paesaggio fantastico
Una nebbiolina bianca che invade i campi davanti casa
Lo splendore dei fili d’erba
Immagini di un mondo perso, ma mai dimenticato
Bianco, nero, bianco abbagliante
Nero chiaro, non più oscuro
Chiarore che distrugge le paure
Bellezza delle notti di luna piena
Bellezza delle notti non più nere
Calore che ti pervade, che ti rende vivo
Ricordi chiari delle notti scure.
19:50
Scritto da: vialibera@v
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Il viaggiatore immaginario
Non ho bisogno di Star Treck, il teletrasporto è gia superato per me.
Oggi sono qui, domani non si sa.
Se mi va, vado in ogni luogo, da solo od accompagnato.
Non pago biglietto, non prendo il treno e neanche la bicicletta.
Vado solo con la mente mia.
Non devo prenotare, non rischio di trovare tutto pieno.
Non ho bisogno di soldi né di valige.
Il clima per me non è un problema, se voglio c’è sempre il sole.
Però nonostante tutta questa libertà, una cosa mi manca.
La mano tua sulla mia, e l’odore di casa mia.
E’ bello viaggiare con la mente, ma bisogna sapere dove andare con il cuore.
19:49
Scritto da: vialibera@v
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Viaggio non effettuato
Il rimborso è garantito, così mi avevano assicurato in caso di viaggio non effettuato.
Naturalmente avrei preferito farlo, il viaggio. Purtroppo è andata storta e già pensavo di consolarmi con il rimborso.
All’agenzia mi avevano detto che chiedere il rimborso non sarebbe stato complicato e quindi ero tranquillo.
Mi sono messo a riempire il modulo apposito ed a un certo punto ho letto che il rimborso spettava solo in caso di disdetta 15 giorni prima della partenza, cioè 10 giorni prima di quando ho prenotato, essendo un viaggio last minute.
Allora non ho retto alla presa di giro ed ho detto alla signorina: va bene, va bene lo faccio il viaggio, ci vado a quel paese, ma voi venite con me.
19:46
Scritto da: vialibera@v
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20/04/2008
CURIOSITA'
Non ho bisogno di essere curioso, cioè non mi devo sforzare di esserlo.
La curiosità fa parte di me, non ho bisogno di cercarla.
Tutto ciò che è nuovo mi attrae, mi chiama e mi fa l’occhiolino.
E’ interessante anche riscoprire le cose vecchie, quelle per cui credi di saper tutto,
ma se ti ci impegni un pochino, riesci a trovare nuove sfaccettature, nuove dimensioni che prima non avevi considerato, ed allora comincia il bello, la sfida.
Non sempre riesci nel tuo intento, ciò è umano, ma la cosa veramente fondamentale è che tu ci abbia veramente provato, con grande umiltà e curiosità.
Questo è ciò che ti lascio, figlio mio, usalo bene è un bene prezioso, l’eredità più grande e più bella che ti possa lasciare. La curiosità muove il mondo, ci fa sentire vivi e ci prepara per l’aldilà. E’ la molla che ci fa scattare, che ci prepara alle più ardite scoperte.
E’ una cosa meravigliosa e te la lascio con amore, usala bene e quando a me comincerà a mancare, prestamene un pochino, sarà il più bel regalo che tu mi possa fare.
16:40
Scritto da: vialibera@v
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20/01/2008
UNO SU TANTI
Siamo in tanti……. è vero, anzi siamo infiniti.
Ed io son piccolino, tutti si fanno gioco di me che sono l’uno.
Chi è più grande, chi si mette insieme e diventa ancora più grande, chi si moltiplica, chi si divide.
Me ne fanno di tutti i colori i miei fratelli numeri.
Ma non importa, io vado avanti, non ci bado, anzi sono contento di essere l’uno.
E’ vero sono piccolino ma sono anche il solo ad essere unico.
Con gli altri numeri si fa di tutto.
Ma per farlo si debbono mescolare, addizionare, sottrarre, moltiplicare, dividere,combinare, rimescolare, alzare ed abbassare, girare, visionare, trasformare…………uffff……una faticaccia.
Invece l’uno è uno e non ci si sposta.
Adesso basta io son l’uno e sono il solo, non ho tempo per far di conti.
Tanto se è vero che il mondo gira, all’unità tutto ritorna ed il conto, prima di arrivar allo zero dove non c’è ritorno, dall’uno deve passare.
Sapete che vi dico? Arrivederci e grazie del bel numero ma il meglio sono io e non il dintorno.
19:10
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23/12/2007
VITE
Non mie, non tue, di tutti noi.
Quante vite ti puoi immaginare?
Infinite sono le varianti, molteplici le sfaccettature.
Ogni vita è un universo a se stante.
Ma perché non vaghi da sola nel buio
Ha bisogno di collegarsi ed interagire con gli altri universi, con le altre vite.
Prima o poi il confronto dovrà avvenire.
Dovrai aprirti, abbassare le difese, lasciarti penetrare e coinvolgere dalle altre vite
Per rendere più valida e più completa la tua esperienza.
Alla fine non ci sarà bisogno di vagare nel buio per arrivare alla metà,
potremo accendere le luci delle altre vite che ci aiuteranno a vedere la strada giusta per arrivare insieme al traguardo.
16:41
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DOVE VA IL VENTO
Non importa dove va il vento,
il soffio ti porta dove vuole.
Ti fa volare
Ti rende invisibile
Ti trasporta in mille mondi
Ti gira e ti rigira
Ti fa vivere mille luci
Non importa dove vai
Ma non smettere di volare
Perché appena ti metti a pensare
Dall’alto cadi giù
Ti ritrovi sul suolo
Non più in grado di volare
Legato alla dura terra
Calpestato dall’intero mondo
Soffocato da mille pensieri
Non smettere di volare,và dove ti porta il vento
Libera la tua fantasia diventa leggero come una piuma
Librati nel vento, fatti cullare dalla brezza
Ma, ricorda che il terreno ti aspetta
Prima o poi cadi giù
Impara allora a guidare il vento, dirigilo dove vuoi tu
Guardati intorno
Cerca uno spiazzo dove atterrare
Un terreno dove poter riposare
Cerca la luce che ti faccia vedere
Cerca un porto sicuro dove attraccare
Perché dopo tanto volare, è giusto anche poter riposare
Ma non temere, in terra c’è duro, è vero
Ma libera la mente per un momento
Vieni qui a giocare, non sei solo, siamo in tanti
Devi solo imparare che non si può sempre volare
Bisogna anche saper navigare ed affrontare le tempeste
Certi che la nave non affonderà, se noi saremo dei bravi capitani.
16:40
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NON E? SOLO NATALE
Non è solo Natale
Non è solo Pasqua
Ma che festa è ?
E’ la festa della tua anima
Gioisci e festeggia insieme a lei
Tutti i giorni sono buoni per farle dei regali
Tienila contenta e soddisfatta
Nutrila con tanto amore
Lavala con vigore perché rimanga candida
Vedrai che ti contraccambierà
La tua vita sarà più soddisfacente, più gaia e più saggia
Tutti i giorni sono festivi per la tua anima
Liberala e festeggia con lei
Ama la vita sempre ed in ogni occasione
Lei si prende sempre cura di te
Buone Feste tutti i giorni
Luca
16:38
Scritto da: vialibera@v
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30/10/2007
ETA'
Non ho l’età.
Non ho l’età per scordati.
Non ho l’età per guardarti.
Non ho l’età per guardarti senza desiderarti.
Non ho l’età per scordarti,
ma se non ti sbrighi a darmela,
avrò l’età di scordarmi cosà fare con te.
10:57
Scritto da: vialibera@v
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BISOGNI
Non ho bisogno di te.
Sai che c’è?
Ti dirò che il peggior guaio che c’è,
sarebbe vivere senza di te.
10:48
Scritto da: vialibera@v
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MOTIVI
Nella vita, non tutto è dovuto.
Non è detto che ciò sia capito.
L’importante è non farne un motivo
per buttare all’aria anche ciò che ci è stato donato.
10:47
Scritto da: vialibera@v
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Verità
Se è vero che se c’è una nuvola in cielo,
da qualche parte pioverà.
E’ anche vero che se c’è un sorriso,
da qualche parte ci sarà un po’ di felicità.
Basta cercarla.
10:39
Scritto da: vialibera@v
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05/09/2007
gjkhgiuBVo89n ujhoog NON SAPREI
Camminando per la città, il mio sguardo si posa sul manto stradale, lucido dalla pioggia appena cessata, e divaga dove si riflettono i gialli lampioni; Ed io vedo in quel lucido specchio, non più immagini di case, auto e persone. Come in un miraggio, il mio occhio, la mia mente, vedono immagini dimenticate, accatastate alla rinfusa in un angolo del mio cervello, quasi come fossero vecchie cose abbandonate in una soffitta e poi miracolosamente ritrovate. L'emozione e' grande, vorrei crederci ma so che e' tutta una illusione. Comunque stanotte sono libero, non ho sonno, posso divagare, ed allora mi abbandono al fiume di ricordi, mi faccio trasportare, navigo in un mare di emozioni, rivivo esperienze belle ed anche brutte. Alla fine, la mia mente si sveglia, il sole e' già alto, posso ricominciare la mia vita reale, accumulando altri ricordi, da serbare per le notti insonni.
18:24
Scritto da: vialibera@v
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LUCIDO
Camminando per la città, il mio sguardo si posa sul manto stradale, lucido dalla pioggia appena cessata, e divaga dove si riflettono i gialli lampioni; Ed io vedo in quel lucido specchio, non più immagini di case, auto e persone. Come in un miraggio, il mio occhio, la mia mente, vedono immagini dimenticate, accatastate alla rinfusa in un angolo del mio cervello, quasi come fossero vecchie cose abbandonate in una soffitta e poi miracolosamente ritrovate. L'emozione e' grande, vorrei crederci ma so che e' tutta una illusione. Comunque stanotte sono libero, non ho sonno, posso divagare, ed allora mi abbandono al fiume di ricordi, mi faccio trasportare, navigo in un mare di emozioni, rivivo esperienze belle ed anche brutte. Alla fine, la mia mente si sveglia, il sole e' già alto, posso ricominciare la mia vita reale, accumulando altri ricordi, da serbare per le notti insonni.
18:22
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IL PICCOLO DIAVOLO
Un giorno, nel paese dei diavoli, ci fu una gran festa, era nato un nuovo diavoletto, i suoi genitori l'avevano tanto aspettato, e quando finalmente arrivò furono felicissimi. I primi tempi furono normali e sereni, il diavoletto piangeva un po' meno del normale, ma i genitori non ci fecero molto caso, anche perché essendo il loro primo figlio, non avevano molta esperienza. Mangiava le normali pappine piccanti alla coda di rospo con un goccio di peperoncino concentrato, il tutto allungato con dell'ottimo petrolio fresco, proprio come tutti i diavoletti che si rispettino. Faceva la cacca acida in giusta dose ed aveva un bel sederino rosso di tutto rispetto. Era più piccolo della media dei suoi compagni e da allora cominciarono a chiamarlo il piccolo diavolo ma ciò non comporto disagi particolari. I problemi cominciarono a diventare evidenti quando, al sesto mese, non cominciò a rutteggiare fiamme, e soprattutto all'ottavo mese non gli erano ancora spuntate le corna, aveva si dei bellissimi zoccoli duri, ma erano rosa e non neri come natura comanda, la sua coda era quasi normale, ma gli mancava la punta, ed era arricciolata, un vero schifo. Il dramma si rivelò con crudeltà quando, a dodici mesi, disse la sua prima parola, i suoi genitori morirono di vergogna quando disse: grazie e per aggravare la situazione, fece anche un bel sorriso. Fino a quel momento, i genitori erano riusciti a nascondere le loro disgrazie, gli altri diavoli non si erano accorti quasi di nulla, ma col passare del tempo, tutti furono consapevoli che quel diavoletto aveva qualcosa di strano. A volte, aveva addirittura caldo, andava a cercare gli angoli più nascosti, lontano dalle benefiche fiamme dell'inferno, con i suoi compagni non si divertiva, rifiutava di fare la sua cattiva azione quotidiana, ed assolutamente non voleva sentir parlare di dispetti. Diceva sempre grazie e proprio non gli andava giù di dover mancare di rispetto ai propri genitori, almeno una volta al giorno, se proprio andava bene, lo faceva una volta al mese. All'asilo poi non ne parliamo, non picchiava mai nessuno e studiava così tanto che in breve tempo diventò l'ultimo della classe. I suoi genitori proprio non ce la facevano più, decisero quindi di rivolgersi al Re dei Diavoli in persona. Lucifero li ricevette nel suo sontuoso palazzo dalle mille fontane di fuoco. Una volta al suo cospetto, esposero il caso, non dimenticando di essere impertinenti ed irrispettosi, come prevede il protocollo di fronte al Re. La decisione del Re fu esemplare, e come sempre senza appello, emanò addirittura un Editto Reale che diceva: Io Lucifero, Re dei Diavoli in Eterno, condanno il qui presente piccolo diavolo alla degradazione ufficiale a buon diavolo ed all'espulsione perpetua dalle fiamme dell'inferno, alla perdita dei poteri diabolici ed alla conversione in anima umana, lo privo inoltre di ogni peccato da lui commesso, condannando il mondo reale degli umani a sopportare per sempre un buon diavolo fallito. Io qui decreto Lucifero Re. Con una sentenza come questa, ogni diavolo sarebbe morto come minimo di vergogna, il nostro buon diavolo invece fu molto contento della decisione del Re, che non contestò affatto, quel mondo di Diavoli non faceva per lui, prese le sue cose, salutò i genitori con un po' di rimpianto e partì verso il mondo degli umani, in cerca di fortuna e di qualcuno che lo potesse capire. Non sappiamo se abbia trovato ciò che cercava, ma stiamo attenti quando incontriamo qualcuno che ringrazia sempre e fa buone azioni, volendo bene a tutti quelli che incontra,......potrebbe essere lui.
18:09
Scritto da: vialibera@v
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FERIE?...no, grazie!!!!!
La parola ferie, deriva sicuramente da feriale, cioè non festivo.
In effetti, cosa c'e' di meno festivo delle ferie? Il bello e' che in un periodo di ferie, non festivo appunto, ci dovremmo pure riposare! Altroché, se non ci fosse un sano periodo di riposante lavoro tra due periodi di ferie, col cavolo che arriveremmo vivi alle ferie dell'anno dopo.
Purtroppo le ferie sono irrinunciabili, hai voglia di dire che non ti interessano, che ne faresti volentieri a meno, che preferiresti lavorare tutto agosto....... Non gliene importa niente, le ferie sono tue, non trasferibili ad altre persone, le devi proprio fare, altrimenti ti licenziano.
Be' se vanno fatte, allora facciamole!
Tutto inizia sei mesi prima, quando devi decidere dove andare e quindi prenotare.
Ma come faccio a sapere con sei mesi di anticipo quello che vorrei fare?
Io che quando mi cuocio la minestra, lascio sempre da parte un po' d'acqua, nel caso mi venisse voglia di mangiarla in brodo, la pastasciutta.
Dovrei decidere prima di che morte morire l'anno dopo? Ma che sia il Fato a decidere per me. A proposito, ma chi e' il Fato, me lo sono sempre chiesto, non sara' mica il marito della Fata? Perché in tal caso bisognerebbe dire alla Fata Turchina che suo marito e' un po' burlone, altro che Pinocchio, lui in confronto era un ragazzino d'oro. Ci prende in giro e ci racconta un sacco di frottole, non ci possiamo neanche difendere, non ce ne accorgiamo, per noi quello che predispone il Fato e' ben fatto, e' oro colato, non lo vediamo il naso che si allunga, non ce l'ha il naso, e forse neanche il cuore a vedere che tiri mancini ci gioca.......il Fato.
Probabilmente la Fata Turchina e' tanto buona perché deve rimediare alle marachelle fatte dal marito, che in quanto a scherzi se ne intende, anche se a volte e' un po' infantile. Comunque, lasciamo perdere il Fato, che tanto fa come vuole, e pensiamo alle nostre sospirate ferie.
La casa non vi e' mai sembrata tanto piccola, sommersa com'e' dai volantini pubblicitari, dai depliant, dalle cartine stradali, dalle proposte dei vostri amici, con relativa documentazione, dai depliant delle disastrose ferie degli anni precedenti, decisamente da scartare, ecc....ecc....
Se per caso il gasolio finisce, ed a gennaio morite di freddo, non vi preoccupate, con tutta la carta che avete in casa andate avanti fino a maggio. Adesso poi, da quando avete il computer e finalmente vi collegate ad internet, le cose vanno ancora peggio. Si, perché il catalogo dell'Alpitur, trovato in versione integrale sul sito apposito, bisogna stamparlo, si legge meglio, come pure l'elenco dei tremila alberghi meno cari d'Italia, che con quello che avete speso per il collegamento ad internet e per scaricare e stampare i sei gigabite di materiale fotografico della vostra ambita meta, ci compravate un camper.
Comunque, se siete sopravvissuti a tutto questo, se non siete soffocati nella carta, se la vostra casa non e' andata distrutta da un incendio di proporzioni gigantesche e se il WWF non vi ha fatto arrestare per deforestazione da eccessivo consumo di carta, allora siete in parte fortunati ed avete concluso la prima fase delle ferie, la scelta del luogo e la prenotazione dell'albergo.
La scelta e' fatta, non si torna indietro, impossibile ripensarci, o la va' o la spacca, il dado e' tratto, Porto San Luca, albergo Marina via Verdi 35, camera 132 vista mare, ombrellone fila C 22 stabilimento Bagno Mario, dal 01/08/05 al 15/08/05, pensione completa 50 euro al giorno e 50 euro alla notte.
Vi sentite soddisfatti, stremati ma soddisfatti, avete perso due chili dallo stress ma avete la vostra prenotazione. Ok non pensiamoci più il peggio e' fatto, od almeno così credete.
La terza settimana di luglio perdete due giorni a cercare il fogliettino con tutte le indicazioni utili per la partenza, alla fine lo trovate sotto 40 chili di depliant che non vi servono perché sono di un'altra Regione, non li avete buttati perché non si sa mai, potrebbero sempre servire. Telefonate all'albergo per essere sicuri, si la prenotazione c'e', la caparra e' arrivata, tutto ok, vi asciugate il sudore che era calato dalla trepidazione ed iniziate a pensare alle valigie.
Vi viene in mente che l'albergo accetta anche gli animali, ed allora voi che non avete mai avuto un cane, lo prendete, visto che si può, perché non approfittarne. Per le ferie, pensate, forse sara' meglio noleggiare un furgone, senno' le valigie, il gommone gonfiabile a bocca ed il cane dove li mettete?
Il 31 luglio, la vigilia, e' un gran giorno, fate il giro di tutti i parenti, anche quelli antipatici e baci ed abbracci neanche doveste andare in una foresta dell'Amazzonia od ad esplorare il Tibet. Poi andate in tintoria, a ritirare il completo azzurro che non avete mai messo, ma non si sa mai. Fate rifornimento al furgone noleggiato e vi accorgete che la tredicesima sta' volando via. A casa, dopo aver fatto innumerevoli prove, fate la prova generale, come se fosse la vigilia di una Prima a teatro, del caricamento di valigie, gommoni, generi di prima necessità, depliant, cane, cuccia del cane, istruzioni del furgone, tenda canadese, sacco a pelo invernale perché estivo non lo avete mai comprato, tante volte vi venisse voglia di dormire sulla spiaggia cullati dalle onde. Naturalmente dopo aver stipato all'inverosimile il furgone ed aver constatato che ci sta tutto, dovete togliere tutto e riporlo in casa, come fate a fidarvi a lasciare il furgone caricato?
Quindi, dopo essere andati a letto alle 2, alle 5 vi svegliate per ricaricare il tutto. Alle 7, finalmente partite.
Il viaggio fila via tranquillo, se non fosse per la gomma bucata, per aver dovuto togliere tutte le valigie per prendere la ruota di scorta, per aver rincorso il cane che vi era scappato e per aver sbagliato strada sette volte, per aver fatto 12 Km di fila ed aver noleggiato un furgone senza aria condizionata.
Bei tempi, quelli dei romani antichi, loro si che avevano capito tutto!
Le ferie se le facevano a casa, a Roma. Avevano tutto, dentro al Colosseo, i safari con i leoni e le tigri, le gite in barca, la tintarella sotto il solleone, la grigliata mista di Santi ed affini, le corse con le bighe ecc....
Se proprio volevano andare al mare, con un ora e mezzo di biga arrivavano ad Ostia Lido.
Oggi ci mettiamo la stessa ora e mezzo, ma con la macchina!
E' proprio vero, con il progresso i tempi si sono ristretti, nel senso che il tempo che ci tocca per stare sdraiati sotto il sole e' sempre meno, tre ore per andare, tre ore di tintarella, tre ore per il ritorno e la giornata e' bell'e' finita.
Comunque, dopo un viaggio di quattro ore, bucatura compresa, per fare duecentoventitre chilometri, (il mare più vicino lo abbiamo a ventidue Km, ma quelle non ci sembrerebbero ferie), siamo finalmente arrivati.
Porto San Luca, via Verdi 35, albergo Marina. Tutti sudati ma contenti, dopo aver scaricato il furgone, ci avviamo speranzosi alla receptions dell'albergo, per scoprire, con orrore, che la nostra prenotazione e' per l'albergo San Luca, via Verdi 35 a Marina, cioè centodieci Km più a sud.
Ricarichiamo il furgone, rincorriamo il cane e ripartiamo, per arrivare finalmente a destinazione altre due ore dopo.
Essendo l'ora di pranzo, vorreste mangiare, ma il portiere vi dice che non e' assolutamente possibile, andava specificato nella prenotazione che volevate anche il pranzo, niente da fare il ristorante dell'albergo e' tutto pieno.
Ma la gente va al mare per prendere il sole o per prendere il chilo?
Vi chiedete dopo aver girato sei ristoranti tutti pieni, alla fine, e sono gia le 14.30, vi accontentate di un toast bruciacchiato, dopodiché andate in albergo a disfare le valigie ed a sistemare il cane. Alle 18 riuscite a scendere in spiaggia per scoprire con rammarico che il tempo e' cambiato ed un nuvolone carico di pioggia incombe dall'alto su di voi. Decidete di fare comunque il bagno, tanto, acqua di sopra, acqua di sotto, chi se ne frega! Dopo dieci minuti di sbracciate, se non vi salva il bagnino, sembrate un pesce palla con tutta quell'acqua nella pancia. Quel maledetto toast vi si era piazzato sullo stomaco ed il vento freddo ha fatto il resto.
Esausti, andate a letto come i bambini cattivi, si, senza cena e prima di carosello! Però siete contenti, il primo giorno di ferie e' andato, ve ne restano solo quattordici, sigh......
Gli altri giorni scorrono via, ma voi, che avete sempre creduto che gli omini verdi siano stati i precursori dell'uomo moderno, quello maturo, cominciate a credere un po' di più nella fantascienza e nel teletrasporto. Ad un certo punto vi viene da pensare di essere stati teletrasportati in Finlandia, e di stare facendo le saune ed i bagni freddi, un giorno prendete un insolazione e vi sbruciacchiate tutti, il giorno dopo, con quel ventaccio freddo, vi beccate il raffreddore.
Il sesto giorno, decidete di fare una bella gita nell'entroterra, il cane, che nel frattempo ha fatto amicizia con una topina, nel senso canino naturalmente, lo lasciate in albergo a fare il suo porco comodo, gia,' lui si che le fa le ferie.
La gita si rivelo' un fallimento, naturalmente, ed allora di volata in albergo, stasera c'e' la festa, piano bar, karaoche e danze fino a notte fonda, con la possibilità di non passare da soli la nottata. Ok e' vero che eravate un po' sbronzi, ma per passare la nottata tete a tete con il cane, vuol dire che eravate proprio alla fame.
Il portiere vi ha dato l'indirizzo di un localino, si proprio quello che fa per voi, amicizie facili, musica, divertimento, donne, donne con le gonne ed anche senza, ben presto vi ritrovate senza pantaloni si, ma anche senza portafogli, vi hanno ripulito ben bene, mentre eravate in bagno, prima, quindi naturalmente, non c'e' stato neanche un dopo. Ma tanto ci siete abituati, a voi manca sempre la parte centrale della cosa, arrivate sempre o troppo presto o troppo tardi, la vostra vita e' fatta tutta di attimi fuggenti, e ve li fate sfuggire tutti.
Il decimo giorno di ferie date una festa privata in albergo, nel senso che siete soli in camera vostra e festeggiate i dieci giorni trascorsi, ne mancano solo cinque, evviva!!!
Il portiere, che vi conosce ormai bene, in quanto e' l'unico che parla con voi, a parte il cane, ma quello non conta e' di famiglia, vi dice in confidenza, ma mi raccomando non lo dite a nessuno, altrimenti mi licenziano, e' un segreto; stasera nella sala verde dell'albergo e' stata organizzata una partita a poker, con scommesse vere, in soldi, ma mi raccomando, zitto altrimenti ci mettono tutti in galera!
La sera, a mezzanotte, scendete nella hall e con sorpresa costatate che e' gia' presente metà dei clienti maschi dell'albergo, altro che segreto. Se volete farvi una partitella, vi tocca il turno dalle tre alle quattro. Rinunciate ed andate a letto, ringraziando il portiere per la soffiata.
Sulla spiaggia e' presente un animatore, e non capite perché l'abbiano chiamato così, lui l'anima non c'e' l'ha, probabilmente s'e' animata qualche tempo fa ed e' volata via. Pretende da noi, giovani di spirito, forse, ma lenti di gambe e ricchi di pancia, degli esercizi che se riuscite a farli, vi mandano direttamente, senza passare dal via, alle Olimpiadi, con buone probabilità di una medaglia. Infatti se controllate bene, tutti gli ultimi Ori, provenivano da villaggi turistici, l'allenamento e' bestiale.
Voi naturalmente siete stati squalificati subito per doping di gelati e pizzette, ma non ve la prendete, l'importante e' partecipare.
Finalmente siete arrivati al quattordicesimo giorno, naturalmente piove ma che importa, siete contenti, domani tornate a casa.
Il ritorno fila via tranquillo, eccetto la gomma forata nello stesso punto dell'altra volta, ma che ci avranno girato un film di 007, spargendo i chiodi sulla strada per fargli fare il testacoda? Il cane vi e' scappato all'autogrill e per riprenderlo avete sudato sette camicie, perché ora c'e' un sole bestiale e voi siete senza aria condizionata. In compenso vi e' andata bene con la fila, solo dieci chilometri, ed avete sbagliato strada solo tre volte.
Alle 21 siete a casa, stanchi ma soddisfatti, finalmente a casa.
Entrate in casa e provando ad accendere la luce, senza riuscirvi, notate un fogliettino sotto la porta. Vi hanno staccato la corrente perché vi siete dimenticati di pagare l'ultima bolletta, non vi importa, e' tanta la felicita che vi addormentate subito, come un bambino cattivo, senza cena e prima di carosello.
Il giorno dopo, e per la successiva settimana vi occupate di lavare, stirare, pulire la casa, farvi da mangiare, portare fuori il cane ecc.... perché siete single e la vostra donna, quella delle pulizie, e chi senno', e' in ferie.
Lei si che se ne intende, e' rimasta a casa, le ferie migliori.
Comunque adesso siete soddisfatti, le vostre ferie le avete fatte, ora tocca agli altri farsele, divertitevi se potete.
Le disavventure descritte nelle ferie del single, vanno moltiplicate per due se siete fidanzati, per cinque se siete sposati, aggiungete un due per ogni figlio e venticinque se vi portate dietro la suocera.
Larga e' la foglia, stretta e' la via, e le ferie finalmente se ne vanno via.
18:05
Scritto da: vialibera@v
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23/03/2007
INFORTUNIO
Oggi mi sono fatto male, una brutta cosa, stavo malissimo. Cosi sono andato al Pronto Soccorso, che come al solito era vuoto, non esistendo più le malattie, quindi in cinque minuti mi hanno visitato, fatto le lastre, la TAC, ed alla fine la diagnosi; un disastro, peggio di cosi non poteva andare, anche perché non esiste cura. Il medico anche se con molto tatto, devo dire, mi ha preso da una parte e mi ha dato la tremenda notizia. A tutto avrei pensato, ma questa proprio è stata una mazzata fra capo e collo. Mi ha detto: giovanotto lei è proprio sfortunato, in questo mondo cosi perfetto e libero dalle malattie più minacciose per l'uomo e gli animali, che abbiamo debellato oramai da quattro secoli, a lei è toccata l'unica malattia dove non esiste cura né rimedio, la rottura di palle. Mi ha detto anche di andare a casa, e rinchiudermici dentro, possibilmente in ibernazione per un una cinquantina di anni e di non parlarne a nessuno perché è una malattia molto contagiosa, se dilagasse sulla Terra, sarebbe l'inferno. Nel frattempo, anche se è stato molto attento a non farlo notare, ha incrociato le dita dietro la schiena, si è toccato le palle, accertandosi che non fossero già rotte, ha sputato per terra ed ha fatto quattro passi all'indietro facendo le corna con le mani, poi di fondo al corridoio mi ha detto: addio, se avesse ancora bisogno vada ad un altro Pronto Soccorso,...... per favore. Non sono andato a casa, ho preso la prima astronave in partenza per le Pleiadi, pensando che quando mi scongeleranno, il peggio dovrebbe essere passato. In ufficio ho lasciato un messaggio molto ottimistico, per non far trapelare niente, spiegando al capo che mi volevo prendere una vacanza, dopo l'ultima faticata che avevo fatto, e che contavo di essere di nuovo al lavoro nel giro di una cinquantina di anni, correnti gravitazionali permettendo. Mi hanno scongelato oggi, ragazzi che emozione quando ho messo le mani sulle palle, per controllare,......eran o ancora rotte. Comunque non importa i Pleiadesi si sono rotti le palle tutti circa dieci anni fa, per colpa di un colono imbecille che non aveva osservato le procedure di decontaminazione previste dal regolamento galattico. Quindi se volete un consiglio, non venite sulle Pleiadi, sono tutti incazzati come iene e si sono rotti le palle dei terrestri che come me non se la sanno cavare per conto loro. Vi saluterei cordialmente, ma come sapete, mi sono rotto le palle, andate pure a fare tutti in culo. 09/09/5003 VIALIBERA
21:52
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VIAGGI
Un piccione viaggiatore, un giorno fece un viaggio assai strano, girovagando nel cielo incontrò una bella passerotta, che con fare sbrigativo, gliela spiattellò seduta stante li su un ramo. Il nostro piccione si sentì lusingato di tale offerta ed accettò con entusiasmo, chiamando anche un piccione amico per movimentare un pò la cosa. Erano quindi tutti e tre sul ramo più alto e l'atmosfera già cominciava ad essere rovente, quando con uno sbatter d'ali la passerotta si rivelò per quello che era in realtà, un bel passerone e con voglie assai strane. I due poveri piccioni che erano andati per giocare, furono alfine giocati, rimettendoci il culo e le penne e facendo nascere la storia dei due piccioni con una fava che ancora, al giorno d'oggi, ci chiappa tanta gente.
21:51
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MATRIMONIO
Diffusa malattia del xx secolo, non si conoscono cure o rimedi, non è mortale, ma porta il soggetto colpito ad una apatia sempre più profonda, fino ad arrivare alla catatonia. Colpisce in egual misura sia maschi che femmine, recenti studi hanno però dimostrato che nell'uomo i sintomi compaiono precocemente, e sono irreversibili. Sono attualmente disponibili solo rimedi sintomatici, che attenuano momentaneamente il senso di impotenza, ma sono estremamente costosi e soprattutto danno assuefazione, (una ciliegia tira l'altra). Tali rimedi, sono spesso più efficaci se reperiti all'estero, soprattutto nei paesi dell'Est, e la loro efficacia è direttamente proporzionale alla freschezza del prodotto, ed alla sua data di scadenza, che deve essere la più tarda possibile. Il nostro Servizio Sanitario, pur riconoscendo l'efficacia, basata sulle evidenze, di tali trattamenti, attualmente non prevede alcun rimborso per tali prestazioni, è infatti notorio che la Mutua non passa
una sega, figuriamoci il resto.
21:51
Scritto da: vialibera@v
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IL PICCOLO DIAVOLO
Un giorno, nel paese dei diavoli, ci fu una gran festa, era nato un nuovo diavoletto, i suoi genitori l'avevano tanto aspettato, e quando finalmente arrivò furono felicissimi. I primi tempi furono normali e sereni, il diavoletto piangeva un po' meno del normale, ma i genitori non ci fecero molto caso, anche perché essendo il loro primo figlio, non avevano molta esperienza. Mangiava le normali pappine piccanti alla coda di rospo con un goccio di peperoncino concentrato, il tutto allungato con dell'ottimo petrolio fresco, proprio come tutti i diavoletti che si rispettino. Faceva la cacca acida in giusta dose ed aveva un bel sederino rosso di tutto rispetto. Era più piccolo della media dei suoi compagni e da allora cominciarono a chiamarlo il piccolo diavolo ma ciò non comporto disagi particolari. I problemi cominciarono a diventare evidenti quando, al sesto mese, non cominciò a rutteggiare fiamme, e soprattutto all'ottavo mese non gli erano ancora spuntate le corna, aveva si dei bellissimi zoccoli duri, ma erano rosa e non neri come natura comanda, la sua coda era quasi normale, ma gli mancava la punta, ed era arricciolata, un vero schifo. Il dramma si rivelò con crudeltà quando, a dodici mesi, disse la sua prima parola, i suoi genitori morirono di vergogna quando disse: grazie e per aggravare la situazione, fece anche un bel sorriso. Fino a quel momento, i genitori erano riusciti a nascondere le loro disgrazie, gli altri diavoli non si erano accorti quasi di nulla, ma col passare del tempo, tutti furono consapevoli che quel diavoletto aveva qualcosa di strano. A volte, aveva addirittura caldo, andava a cercare gli angoli più nascosti, lontano dalle benefiche fiamme dell'inferno, con i suoi compagni non si divertiva, rifiutava di fare la sua cattiva azione quotidiana, ed assolutamente non voleva sentir parlare di dispetti. Diceva sempre grazie e proprio non gli andava giù di dover mancare di rispetto ai propri genitori, almeno una volta al giorno, se proprio andava bene, lo faceva una volta al mese. All'asilo poi non ne parliamo, non picchiava mai nessuno e studiava così tanto che in breve tempo diventò l'ultimo della classe. I suoi genitori proprio non ce la facevano più, decisero quindi di rivolgersi al Re dei Diavoli in persona. Lucifero li ricevette nel suo sontuoso palazzo dalle mille fontane di fuoco. Una volta al suo cospetto, esposero il caso, non dimenticando di essere impertinenti ed irrispettosi, come prevede il protocollo di fronte al Re. La decisione del Re fu esemplare, e come sempre senza appello, emanò addirittura un Editto Reale che diceva: Io Lucifero, Re dei Diavoli in Eterno, condanno il qui presente piccolo diavolo alla degradazione ufficiale a buon diavolo ed all'espulsione perpetua dalle fiamme dell'inferno, alla perdita dei poteri diabolici ed alla conversione in anima umana, lo privo inoltre di ogni peccato da lui commesso, condannando il mondo reale degli umani a sopportare per sempre un buon diavolo fallito. Io qui decreto Lucifero Re. Con una sentenza come questa, ogni diavolo sarebbe morto come minimo di vergogna, il nostro buon diavolo invece fu molto contento della decisione del Re, che non contestò affatto, quel mondo di Diavoli non faceva per lui, prese le sue cose, salutò i genitori con un po' di rimpianto e partì verso il mondo degli umani, in cerca di fortuna e di qualcuno che lo potesse capire. Non sappiamo se abbia trovato ciò che cercava, ma stiamo attenti quando incontriamo qualcuno che ringrazia sempre e fa buone azioni, volendo bene a tutti quelli che incontra,......potrebbe essere lui.
21:49
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NBVTYYTUF:::KJUJçççéJYR///%G/& %, NON SAPREI
Camminando per la città, il mio sguardo si posa sul manto stradale, lucido dalla pioggia appena cessata, e divaga dove si riflettono i gialli lampioni; Ed io vedo in quel lucido specchio, non più immagini di case, auto e persone. Come in un miraggio, il mio occhio, la mia mente, vedono immagini dimenticate, accatastate alla rinfusa in un angolo del mio cervello, quasi come fossero vecchie cose abbandonate in una soffitta e poi miracolosamente ritrovate. L'emozione e' grande, vorrei crederci ma so che e' tutta una illusione. Comunque stanotte sono libero, non ho sonno, posso divagare, ed allora mi abbandono al fiume di ricordi, mi faccio trasportare, navigo in un mare di emozioni, rivivo esperienze belle ed anche brutte. Alla fine, la mia mente si sveglia, il sole e' già alto, posso ricominciare la mia vita reale, accumulando altri ricordi, da serbare per le notti insonni.
21:47
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LUCIDO
Camminando per la città, il mio sguardo si posa sul manto stradale, lucido dalla pioggia appena cessata, e divaga dove si riflettono i gialli lampioni; Ed io vedo in quel lucido specchio, non più immagini di case, auto e persone. Come in un miraggio, il mio occhio, la mia mente, vedono immagini dimenticate, accatastate alla rinfusa in un angolo del mio cervello, quasi come fossero vecchie cose abbandonate in una soffitta e poi miracolosamente ritrovate. L'emozione e' grande, vorrei crederci ma so che e' tutta una illusione. Comunque stanotte sono libero, non ho sonno, posso divagare, ed allora mi abbandono al fiume di ricordi, mi faccio trasportare, navigo in un mare di emozioni, rivivo esperienze belle ed anche brutte. Alla fine, la mia mente si sveglia, il sole e' già alto, posso ricominciare la mia vita reale, accumulando altri ricordi, da serbare per le notti insonni.
21:46
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TVB
CHISSA' COSA VORRA' DIRE QUESTA SIGLA CHE TROVIAMO SEMPRE PIU' SPESSO SUI MURI, O NEI MESSAGGI SUI TELEFONINI, IO HO PROVATO A CERCARE ALCUNE POSSIBILI RISPOSTE A QUESTO FENOMENO DI MASSA. TVB= TI VORREI BACIARE TVB= TI sei VISTO BENE? TVB= certo, TUTTAVIA VALE la pena BACIARMI TVB= TI sei VERAMENTE BEVUTO il cervello TVB= TI prometto che se ti fa VERAMENTE schifo, dico BASTA, e non te lo chiedo più TVB= TI ho detto di no, non insistere, altrimenti VENGO stasera con mia nonna, cosi BACI lei. TVB= ma dai, è solo un bacio, TI garantisco che sarà VELOCE ed indolore, anzi piacevole, e come un BITTER prima di pranzo, ti lascerà una piacevole senzazione in bocca. TVB= TU sei proprio rintronato, se VUOI BACIARE qualcuno, bacia tua sorella. TVB= TI VOGLIO cosi', sei BELLISSIMA quando sei arrabbiata. TVB= non TI VORREI BACIARE neanche tu fossi l'ultimo rospo sulla terra. COME AVRETE CERTAMENTE CAPITO, QUESTA ERA UNA PARTE DEL DIALOGO CHE SI E' SVOLTO FRA LA PRINCIPESSA ED IL ROSPO, PRIMA DEL FATIDICO BACIO. ALLA FINE, DOPO TRE GIORNI DI DURA LOTTA IL PRINCIPE RANOCCHIO E' RIUSCITO A FARSI BACIARE, SIA PURE AD OCCHI CHIUSI, DIVENTANDO UN PRINCIPE IN CARNE ED OSSA, ENTRANDO COSI' NELLA STORIA , E COSI', DA ALLORA....... TVB= TI VOGLIO BENE. TVB= e allora forza, fra voi TUTTE c'è nessuna che VOGLIA BACIARMI? CRA CRA CRA CRA CRA CRA CRA CRA CRA CRA CRA CRA CRA CRA CRA CRA CRA CRA.
21:45
Scritto da: vialibera@v
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22/01/2007
IL BIVIO
Orsù dunque,........ svegliatevi o villici, chiamate i vostri cavalieri.
Aiutate il messere tanto amato a rispondere alla chiamata.
Il tempo è venuto, non sentite gaire le campane e le trombe in ogni luogo?
I messaggeri sono partiti per portare i loro ordini
ad ogni messere e cavaliere degno di cosi' tanto onore.
La lotta sarà dura, impari la battaglia ma le gesta eroiche dei nostri difensori
rimarranno a memore ricordo di questa epica impresa.
Svegliatevi dunque, all'armi andate e tornate vincitori.
L'impegno è forte, dura la natura, ma la vittoria deve troneggiare.
Ne và del nostro onore.
Le nostre stirpi ricorderanno questa fatidica giornata che segnerà la loro vita.
Vincitori dobbiamo essere, o le nostre dame daranno fiato alle loro trombe.
I nostri figli ci dimenticheranno ed all'oblio eterno saremo destinati.
Il giorno è giunto, non abbiamo paura.
Impavidi saremo di fronte all'offensore, non ci toglierà l'onore e nemmeno la libertà.
Tutti uniti dobbiamo fronteggiare l'astuto truffatore, ci lusingherà con cento tentazioni, ci offrirà ogni bene ed ogni libagione, sarà furbo e presto ci convincerà, se nella sua rete ci lasciamo avviluppare.
Alternativa non abbiamo, non ci dobbiamo assoggettare al volere del male oscuro che
avanza, lo dobbiamo ricacciare, con la luce del nostro amore nelle fogne deve ritornare.
Cosa ci propone quella feccia oscura noi tutti lo sappiamo, ha fatto una gran pubblicità, in ogni borgo è giunta la sua voce. Un mondo di felicità dove ognuno può fare ciò che gli và, non più regole e convenienze ma solo la libertà di fare ciò che ci aggrada senza tener conto dell'aldilà e nemmeno di chi è di qua. Un mondo d'anarchia e di falsa felicità.
No...... grazie noi rispondiamo ed alle armi ci prepariamo per difendere il nostro mondo fatto di lealtà e di solidarietà.
Ad una vita facile e senza stimoli, tutta docce e canzonette, di gran lunga preferiamo la scelta che abbiamo fatto tanti anni fa, impegno e solidarietà senza tante falsità.
Ed è perciò che a malincuore, perché in fondo rispettiamo l'altrui libertà, fino in fondo andremo a parare e se soccomberemo all'odiato menagramo, almeno sapremo di aver fatto la scelta giusta al bivio che l'amato Direttore ci ha messo di fronte al cuore.
VIALIBERA 24/01/2007
23:50
Scritto da: vialibera@v
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18/07/2006
MARE MOSSO
Le onde erano altissime, molto più alte della mia testa, era buio e l'acqua freddissima, ne avevo bevuta così tanta che ero congelata anche io.
Avevo una paura tremenda, anche se non era stata la prima volta che mi trovavo in un frangente simile, ma l'altra volta andò bene, riuscii a scamparla, ora non vedevo vie di fuga e meno male che avevo trovato quel relitto galleggiante, mi accorsi dopo che era il mio carico, le provviste tanto agognate, mi erano comunque utili, mi permettevano di riposare un po' e di pensare al daffarsi.
C'era poco da pensare, finché non fosse finita quella tempesta, potevo scordarmi di tornare a casa dai miei bambini. Era stata tutta colpa mia , avevo voluto strafare camminando sullo strapiombo con tutto quel peso sulle spalle, eppure avevo dovuto farlo, l'inverno stava arrivando e la mia famiglia aveva bisogno di quelle provviste.
D'improvviso dal buio siamo passati alla luce accecante, le onde sono aumentate e l'acqua si stava scaldando, anche troppo per i miei gusti, dopo un po' non la smetteva di diventare più calda, cominciavo seriamente a preoccuparmi di finire lessa, quando improvvisamente mi cade addosso un qualcosa di enorme, quasi affogo, l'acqua intorno a me sempre più calda, si tinge di marrone poi qualcosa di acido mi cade in faccia e non ci vedo quasi più, l'acqua schiarisce rimanendo giallastra. Alla fine riesco ad aggrapparmi ad una specie di corda, qualcuno è venuto a salvarmi, tutto d'un fiato mi arrampico in su, sempre più su, verso il bordo del dirupo, da dove sono caduta. Ce l'ho fatta, anche stavolta è andata bene, mi incammino verso casa mia quando improvvisamente sento una voce possente scendere dal cielo: " Allora.......questo thè quando arriva? ".
Non mi giro neanche, non mi importa, sono arrivata a casa mia, al formicaio, che giornata da dimenticare!!!!!
Tratto dal diario della formica operaia Zelda
00:30
Scritto da: vialibera@v
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