05/09/2007
IL PICCOLO DIAVOLO
Un giorno, nel paese dei diavoli, ci fu una gran festa, era nato un nuovo diavoletto, i suoi genitori l'avevano tanto aspettato, e quando finalmente arrivò furono felicissimi. I primi tempi furono normali e sereni, il diavoletto piangeva un po' meno del normale, ma i genitori non ci fecero molto caso, anche perché essendo il loro primo figlio, non avevano molta esperienza. Mangiava le normali pappine piccanti alla coda di rospo con un goccio di peperoncino concentrato, il tutto allungato con dell'ottimo petrolio fresco, proprio come tutti i diavoletti che si rispettino. Faceva la cacca acida in giusta dose ed aveva un bel sederino rosso di tutto rispetto. Era più piccolo della media dei suoi compagni e da allora cominciarono a chiamarlo il piccolo diavolo ma ciò non comporto disagi particolari. I problemi cominciarono a diventare evidenti quando, al sesto mese, non cominciò a rutteggiare fiamme, e soprattutto all'ottavo mese non gli erano ancora spuntate le corna, aveva si dei bellissimi zoccoli duri, ma erano rosa e non neri come natura comanda, la sua coda era quasi normale, ma gli mancava la punta, ed era arricciolata, un vero schifo. Il dramma si rivelò con crudeltà quando, a dodici mesi, disse la sua prima parola, i suoi genitori morirono di vergogna quando disse: grazie e per aggravare la situazione, fece anche un bel sorriso. Fino a quel momento, i genitori erano riusciti a nascondere le loro disgrazie, gli altri diavoli non si erano accorti quasi di nulla, ma col passare del tempo, tutti furono consapevoli che quel diavoletto aveva qualcosa di strano. A volte, aveva addirittura caldo, andava a cercare gli angoli più nascosti, lontano dalle benefiche fiamme dell'inferno, con i suoi compagni non si divertiva, rifiutava di fare la sua cattiva azione quotidiana, ed assolutamente non voleva sentir parlare di dispetti. Diceva sempre grazie e proprio non gli andava giù di dover mancare di rispetto ai propri genitori, almeno una volta al giorno, se proprio andava bene, lo faceva una volta al mese. All'asilo poi non ne parliamo, non picchiava mai nessuno e studiava così tanto che in breve tempo diventò l'ultimo della classe. I suoi genitori proprio non ce la facevano più, decisero quindi di rivolgersi al Re dei Diavoli in persona. Lucifero li ricevette nel suo sontuoso palazzo dalle mille fontane di fuoco. Una volta al suo cospetto, esposero il caso, non dimenticando di essere impertinenti ed irrispettosi, come prevede il protocollo di fronte al Re. La decisione del Re fu esemplare, e come sempre senza appello, emanò addirittura un Editto Reale che diceva: Io Lucifero, Re dei Diavoli in Eterno, condanno il qui presente piccolo diavolo alla degradazione ufficiale a buon diavolo ed all'espulsione perpetua dalle fiamme dell'inferno, alla perdita dei poteri diabolici ed alla conversione in anima umana, lo privo inoltre di ogni peccato da lui commesso, condannando il mondo reale degli umani a sopportare per sempre un buon diavolo fallito. Io qui decreto Lucifero Re. Con una sentenza come questa, ogni diavolo sarebbe morto come minimo di vergogna, il nostro buon diavolo invece fu molto contento della decisione del Re, che non contestò affatto, quel mondo di Diavoli non faceva per lui, prese le sue cose, salutò i genitori con un po' di rimpianto e partì verso il mondo degli umani, in cerca di fortuna e di qualcuno che lo potesse capire. Non sappiamo se abbia trovato ciò che cercava, ma stiamo attenti quando incontriamo qualcuno che ringrazia sempre e fa buone azioni, volendo bene a tutti quelli che incontra,......potrebbe essere lui.
18:09 Scritto da: vialibera@v in Viaggi | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
.u.a.u.
mi piace!
a presto
Scritto da: julical | 05/09/2007
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