14/11/2009
Mare mosso
Le onde erano altissime, molto più alte della mia testa, era buio e l’acqua freddissima, ne avevo bevuta così tanta che ero congelata anche io.
Avevo una paura tremenda, anche se non era stata la prima volta che mi trovavo in un frangente simile, ma l’altra volta andò bene, riuscii a scamparla, ora non vedevo vie di fuga e menomale che avevo trovato quel relitto galleggiante, mi accorsi dopo che era il mio carico, le provviste tanto agognate, mi erano comunque utili, mi permettevano di riposare un po’ e di pensare al daffarsi.
C’era poco da pensare, finché non fosse finita quella tempesta, potevo scordarmi di tornare a casa dai miei bambini. Era stata tutta colpa mia , avevo voluto strafare camminando sullo strapiombo con tutto quel peso sulle spalle, eppure avevo dovuto farlo, l’inverno stava arrivando e la mia famiglia aveva bisogno di quelle provviste.
D’improvviso dal buio siamo passati alla luce accecante, le onde sono aumentate e l’acqua si stava scaldando, anche troppo per i miei gusti, dopo un po’ non la smetteva di diventare più calda, cominciavo seriamente a preoccuparmi di finire lessa, quando improvvisamente mi cade addosso un qualcosa di enorme, quasi affogo, l’acqua intorno a me sempre più calda, si tinge di marrone poi qualcosa di acido mi cade in faccia e non ci vedo quasi più, l’acqua schiarisce rimanendo giallastra. Alla fine riesco ad aggrapparmi ad una specie di corda, qualcuno è venuto a salvarmi, tutto d’un fiato mi arrampico in su, sempre più su, verso il bordo del dirupo, da dove sono caduta. Ce l’ho fatta, anche stavolta è andata bene, mi incammino verso casa mia quando improvvisamente sento una voce possente scendere dal cielo: “ Allora…….questo the quando arriva? “.
Non mi giro neanche, non mi importa, sono arrivata a casa mia, al formicaio, che giornata da dimenticare!!!!!
Tratto dal diario della formica operaia Zelda
19:52 Scritto da: vialibera@v in Viaggi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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